Urli e Risvegli – Il Film

Il docu-film sulla vita di Carmine, diretto da Nicola Ragone

“Andate fuori, nel mondo vero, andate a lavorare come buttafuori in un sex-club, come guardiani in un ospedale psichiatrico o in un mattatoio. Camminate a piedi, apprendete le lingue, imparate un mestiere o un’occupazione che non ha nulla a che fare con il cinema. Il cinema deve avere alla base un’esperienza di vita. Moltissimo di ciò che compare nei miei film non è mera invenzione; è la vita stessa, la mia vita.”

Werner Herzog

Carmine come Soggetto Cinematografico

Carmine Donnola, uomo barbuto e silenzioso, con gli occhi vispi e pieni di eventi vissuti. Oggi ha circa sessant’anni e vive nel suo paese di origine, Grassano, piccolo comune dell’entroterra lucano. Qui opera come collaboratore scolastico alle scuole medie. Il suo passato è stato caratterizzato da una lunga dipendenza dagli alcolici e dalla “bottiglia”, come lui stesso dice. Una problematica vissuta e consumata in questa piccola realtà della Basilicata, di bar in bar, senza nessun aiuto e nessuna assistenza. Una situazione molto complicata anche per la sua famiglia, in un primo momento disorientata. Dopo anni di esagerazioni e squilibri, supportato anche dalla moglie e i figli, Carmine decide di combattere il suo problema; e si lega agli “Alcolisti Anonimi”, iniziando un percorso di riabilitazione e di fuoriuscita dalla dipendenza. Dopo un difficile percorso in cui Carmine impiega tutta la sua forza d’animo, arriva finalmente il momento di luce e di uscita dal baratro e dall’oscurità. Carmine festeggia un anno lontano dall’alcool e lo fa proprio nella cantina del suo amico “Zorro”, luogo in cui giornalmente beveva; lo fa mangiando tarallucci e bevendo acqua, lo fa declamando una delle sue poesie. La poesia, voce dell’anima, urlo interiore, grido dell’io, risveglio della percezione e dei sensi, è questa la via di fuga che Carmine ha scelto. Il vernacolo “grezzo” e rugoso, i versi sciolti o in rima, diventano per Carmine gli strumenti per raccontare le proprie esperienze, per esorcizzare il suo passato, ma allo stesso tempo per conviverci. Una poesia che ricorda un po’ l’espressionismo dell’italiano Rebora, così violenta, così urlata, o gli scorci del “maledetto” Campana. Una poesia che tratteggia personaggi “felliniani” che animano i luoghi della terra a cui Carmine appartiene, una poesia che riflette sulle questioni più disparate, dalla politica, alla cronaca, un poeta pronto a cogliere e a recepire gli stimoli provenienti dal mondo quotidiano. Una poesia che ha rivelato a Carmine un modo per leggere la realtà e non per evaderla, cercando rifugio nello scomodo habitat che la “bottiglia” offre.

Il Regista: Nicola Ragone

Iniziamo le riprese del viaggio con il poeta lucano, ex alcolista, Carmine Donnola. Il ritratto di un malinconico e struccato clown bianco, affresco del suo mondo, cinema dalla sua realtà, luoghi, spostamenti, migrazione, ricerca interiore, flusso di coscienza, discesa nel proprio io, ruderi, luoghi dell’abbandono. Sospensione…

Scene dal Set

Scatti d’autore dal Backstage di “Urli e risvegli”

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Diario di Viaggio

Appunti del regista

Scoprendo la storia del poeta di Grassano Carmine Donnola, un racconto documentaristico che esplora la sua interiorità, il suo vissuto crepuscolare, chiuso in un cassetto; granelli di polvere che nascondono un’anima complessa e curiosa… è stato un viaggio emozionante con il poeta lucano, ex alcolista, Carmine Donnola. Il ritratto di un malinconico e struccato clown bianco, affresco del suo mondo, cinema dalla sua realtà, luoghi, spostamenti, migrazione, ricerca interiore, flusso di coscienza, discesa nel proprio “Io”, ruderi, luoghi dell’abbandono. Questo documentario mi ha dato la possibilità di esplorare un mondo incredibilmente interessante. I volti dell’entroterra lucano nascondono un vissuto sorprendente: storie di emigrazione, di fughe e di ritorni, artisti nascosti e non riconosciuti, contadini, poeti, scultori, galleristi, geni ai margini con una spiccata vena sconosciuta al mondo dell’arte istituzionale. Leggi tutto

La produzione

Intervista ad Ivan Brienza