Poesie in Vernacolo

Carmine, gli emigranti, la poesia dialettale...

“La questione dell’ emigrazione  è una tematica forte, che accompagna moltissimi uomini ognuno di noi in particolare soprattutto meridionali. Un rapporto, quello con l’ emigrazione che ci trasforma in gente con due cuori e  due menti legati a doppio filo dal legame viscerale con la terra, una terra che quanto più sembra essere lontana tanto più è presente e viva. Ho voluto fare un omaggio a tutti gli emigranti lucani sparsi nel mondo, un omaggio fatto con il  cuore nato dall’esigenza di inviare  a questi nostri amici un simbolo  delle loro radici e quale se non il loro dialetto sintesi della loro vita ricordi della loro infanzia amici emigranti che molti non tornano nei loro paesi natii da trenta quarant’anni”.

Carmine Donnola

Degna d’ascolto è la poesia vernacolare di Carmine Donnola. La cadenza grassanese, la forza espressiva e l’accento intensivo del suo modo di recitare sono cosi suggestivi da saper riportare con la mente ad un tempo che non esiste più, ma è ancora oggi vivo in ciascuno di noi. Con il suo gradevole timbro vocale egli riesce a sensibilizzarci talmente da far riaffiorare nel nostro animo I sentimenti più vivi del nostro tempo: l’amore, gli affetti familiari, la durezza del lavoro, la lontanza dai propri cari. Donnola, come poeta, con il fascino della sua voce pastosa ha la capacità di farci immergere nel nostro passato per farcelo rivivere. Ed è solo così che possiamo non dimenticare le nostre origini, le nostre radici di appartenenza e recuperare la nostra indentità, la quale rischia di essere defiitivamente perduta attraverso I nuovi mezzi di comunicazione di massa.

Domenico Bolettieri

Flic' No Giacumin

 Pubblicato nel 2012, è il primo lavoro sulla poesia dialettale di Carmine. Per maggiori informazioni è possibile scrivere direttamente all’autore visitando la pagina contatti o cliccando sul link in fondo a questa pagina.

  • Nu pass lind cuss ìè u pais
  • Senza chiangh
  • Cazz amar
  • U lammion (Antonio Dartizio)
  • A grott d zorr
  • Uscatafasch
  • F’lic’ no Giacumin
Tratto da "Flic' No Giacumin"

A Calcatasc'

 Il termine “Calcatasc’” significa lucciola in dialetto grassanese. Un tempo numerose nel nostro territorio, oggi sembrano volate via proprio come gli emigranti, o forse non riusciamo più a fermarci ad osservarne la poesia…

*Il lavoro è ancora in fase di produzione e l’immagine che vedete in copertina è provvisoria.

  • Nu pass lind cuss iè u pais
  • U sol a lun l’ ucchj a cod
  • A calcatasc’
  • U scatafasc’
  • U can corr semb appriss u strazzat
  • U sunn d N’lluccia miy
  • U struzz vay u teatr
Tratto da "A Calcatasc'"