La Vita

Storia di un salvato di strada

L’ urlo il grande urlo frantumò l’eco – le parole scesero giù come macigni

tutto si fermò – il pazzo andò oltre il vigliacco si chiuse il suicida sorrise –

solo lo scemo s’illuminò”

Ritratto di Antonio Pagnotta
Ritratto 3 di Antonio Pagnotta

Carmine Donnola nasce a Grassano, un paesino in provincia di MT, il 12 agosto 1953. Conseguita la licenza media inizia subito a lavorare, svolgendo diversi lavori. Molto importante per lui saranno, negli anni a venire, la parentesi torinese e quella scozzese di Edimburgo. Rientrato a Grassano, all’età di 28 anni si sposa. Dal matrimonio nascono due figli. In quel periodo Carmine lavora nel campo della ristorazione, per lo più stagionalmente. Esperienza di lavoro interrotta con l’assunzione in fabbrica nella zona industriale della Val Basento. Carmine vive “il miracolo industriale” lucano con gli occhi della disillusione, anni dopo infatti, quelle fabbriche hanno iniziato a portare morte e desertificazione. Un capitolo della sua vita, questo, che lo vede in prima linea nella denuncia e nella richiesta di riscatto delle vittime. Vittime cui andrebbe intitolato un monumento in quella stessa valle che ha ricambiato con la morte il sacrificio e la dedizione di quegli operai. Monumento realizzato (intanto) a Grassano dall’ amico Michele Schiavone.

Negli anni a venire Carmine conosce un periodo di profondo buio a causa dell’ alcolismo. La dipendenza dall’ alcool lo aliena e lo allontana da tutti o quasi, ad eccezione dei bar e dei suoi storici amici Tonino, Giuseppe, Pasquale e Cosimo. Grazie agli alcolisti anonimi e a Villa Silvia riesce ad uscire dal tunnel alcolico e trova nella poesia la sua personale forma di emancipazione da questa brutta dipendenza. L’incontro con la poesia avviene in realtà negli anni in cui Carmine beve, in quel periodo infatti era solito scrivere sui fazzolettini dei bar, versi, pensieri, appunti che prontamente buttava. Smise di cestinarli solo quando Pasquale ne mangiò uno per interiorizzare quello che aveva appena scritto e per fargli capire che quei versi doveva raccoglierli.

Anni dopo a Potenza incontra Eugenio Bennato. Da quel momento Carmine recita spesso nei suoi concerti in Basilicata e dintorni, nel 2010 è stato ospite al  Kaulonia Tarantella Festival. L’amicizia con Eugenio viene ripercorsa nel film documentario “Urli e Risvegli”, con una sua diretta partecipazione.

Il docu-film “Urli e Risvegli” è una produzione Catfish e vede la regia di Nicola Ragone (vincitore del Nastro d’ Argento 2015 per il corto Sonderkommando). Le riprese proporranno al grande pubblico un percorso nella vita di Carmine e attraverso la sua poesia un viaggio nell’arte di Carovanart, carovana d’arte messa in piedi da un fraterno amico, Giuseppe Ligrani.