Appunti del Regista
Scoprendo la storia del poeta di Grassano Carmine Donnola, un racconto documentaristico che esplora la sua interiorità, il suo vissuto crepuscolare, chiuso in un cassetto; granelli di polvere che nascondono un’anima complessa e curiosa… è stato un viaggio emozionante con il poeta lucano, ex alcolista, Carmine Donnola. Il ritratto di un malinconico e struccato clown bianco, affresco del suo mondo, cinema dalla sua realtà, luoghi, spostamenti, migrazione, ricerca interiore, flusso di coscienza, discesa nel proprio “Io”, ruderi, luoghi dell’abbandono. Questo documentario mi ha dato la possibilità di esplorare un mondo incredibilmente interessante. I volti dell’entroterra lucano nascondono un vissuto sorprendente: storie di emigrazione, di fughe e di ritorni, artisti nascosti e non riconosciuti, contadini, poeti, scultori, galleristi, geni ai margini con una spiccata vena sconosciuta al mondo dell’arte istituzionale. E’ stato un viaggio, un dietro le quinte alla ricerca di momenti autentici appartenenti ad un quotidiano unico e poco prevedibile. La sceneggiatura cambiava giorno per giorno, ho voluto dare spazio alle scoperte, agli incontri, ai luoghi. Queste energie hanno preso lo spazio della pagina, sono state impresse diventando immagini di luci e ombre, silenti, ricche di suggestione. La cornice di questo viaggio interiore, che ricorda un po’ quello di “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad, è la Lucania. Grassano. Luogo antico, per certi versi mistico, con una verità nascosta, paese del poeta Carmine Donnola. E poi panorami sconfinati, provenienti dal western, terra desolata, disabitata, con isole di vita profondissima. Un percorso itinerante, quasi un road movie per raccontare un uomo sempre in viaggio e in fuga da se stesso. Il progetto è riuscito grazie al coraggio del giovane produttore lucano Ivan Brienza, in collaborazione con la Lucana Film Commission. Devo ringraziare il produttore Brienza perché ha dato fiducia ad un progetto difficile ed imprevedibile come “Urli e risvegli”. Spostamenti continui, stravolgimenti, idee, follia. Un “pasticcio emotivo” particolarissimo, affrontato da un piccolo gruppo, una troupe all’assalto, pronta ad osservare e a vivere con i personaggi. Le immagini sono state saggiamente costruite da Ugo Lo Pinto, direttore della fotografia lucano. Ringrazio anche Gianfranco Sforzin per il suono e il mio punto di riferimento, nel reparto regia, Giuliano Braga.
Nicola Ragone