Barbone clochard omelette
allucinanti porti di viaggi
d’inesplorata sofferenza
Persone normali
persone come noi
che abitano nelle strade
Storditi
dai grandi dolori
vivono nelle stazioni
Trascurati
abbandonati scrutati
popolo del binario addormentato
Uomini invisibili
che non immaginano il Paradiso
macigni di ricordi pressati nella mente
Custodiscono
con grande dignità
la loro indefinibile personalità
Il destino amaro non dà sorriso
al barbone
che il giorno vive scherni e beffe
Vomitati dalla moda della città
senza famiglia senza dimora
pieni di solitudine e nebbia
Nel tempo lento e sostenuto
con finta distrazione
chiedono elemosina e carità
Vi vediamo vi sentiamo
uomini invisibili dai destini stanchi
polvere di stelle non cadute dal cielo
Foglie calpestate
da passi che non vedono
io già mi vedo con barba lunga e incolta
E’ stato il fato
a togliermi dai margini
dai sottoponti dai cassonetti vuoti
Carmine Donnola